venerdì 31 ottobre 2014

FORZA LUIGI!

Pubblichiamo il comunicato dei colleghi della Sezione di Lecce in merito ai fatti accaduti al loro associato diciassettenne Luca Rosato, vittima di un'ingiusta aggressione da parte dei tifosi della società Atletico Cavallino in campo, e poi negli spogliatoi, durante una gara valevole per il campionato pugliese di Seconda Categoria di domenica scorsa. (articolo Gazzetta.it)


A qualche giorno dall’accaduto e dopo che il giudice sportivo si è espresso, rompiamo il nostro silenzio. Lo facciamo senza condannare alcuna persona e senza commentare alcun evento, a quello ci hanno già pensato altri. Interrompiamo il nostro silenzio per dare, ancora una volta, dimostrazione della gente che siamo; delle persone che compongono la nostra associazione.

Luigi, come ormai noto, è un ragazzo appena diciassettenne che arbitra da qualche anno e si è messo così in luce da essere impiegato in gare di seconda categoria, gare dilettantistiche. Come tutti i ragazzi della sua età studia ed il pomeriggio, prima di compiere il suo dovere da studente, si allena insieme a tutti i suoi colleghi per arrivare pronto alla gara della domenica. Il martedì, dopo essersi allenato ed aver studiato, torna in sezione per frequentare le riunioni obbligatorie dell’ OTS. Come lui, migliaia di ragazzi in tutta Italia compiono gli stessi sacrifici con la stessa passione.

Ieri, martedì appunto, c’era la riunione OTS e tutti naturalmente aspettavano il rientro in sezione di Luigi ma non per sapere la verità su quanto successo la domenica ma solo e soltanto per dimostrargli che l’ AIA è una grande famiglia che gli vuole bene. La cosa più banale da fare era accogliere Gigi con un grosso applauso, un applauso fatto con il cuore, un applauso fatto da chi condivide con Luigi la passione e l’ amore per una divisa. Passione e amore che mai niente e nessuno potrà fare andare via.

Poche parole, quelle di Luigi, parole di ringraziamento per non esser stato lasciato da solo e un ringraziamento speciale  a quanti, anche con un semplicissimo messaggio hanno voluto testimoniare la propria vicinanza a chi, per inseguire il proprio sogno, è stato vittima di un qualcosa che non dovrebbe accadere, non solo su un campo di calcio.

La voglia di tornare in campo adesso è tanta perché lui è un ragazzo forte, innamorato della sua PASSIONE (esatto, essere arbitri a certi livelli non è un lavoro) e voglioso di dimostrare a tutti ed  a se stesso che la nostra passione è più forte di qualsiasi pugno in faccia. Adesso tocca a lui dimostrare quanto vale un Arbitro e che persone speciali siamo.

Da parte nostra, non possiamo che rinnovare la nostra vicinanza a Luigi. A testimonianza di ciò, il Presidente Paolo Prato ha convocato in maniera straordinaria un consiglio direttivo per valutare, insieme agli esperti legali dell’ AIA l’ iter legislativo per tutelare al massimo il nostro Amico-collega.

L’ AIA è una famiglia e non lascia mai da sola i suoi componenti, siano essi ragazzi dell’ ultimo corso, siano essi decani dell’ arbitraggio.

Forza Luigi, ti aspettiamo in campo!